Questa è la storia di Fausto, partito dall’abruzzo con la macchina carica di valigie e di tante speranze. In dieci anni di espatrio E’ cresciuto molto professionalmente e ha anche comprato casa.

Grazie Fausto per aver accettato di condividere la tua esperienza con gli amici di Talks with D.

In che anno sei espatriato e perché?

Sono espatriato nel 2010, a Gennaio. La ditta per cui lavoravo in Italia stava mettendo in cassintegrazione e noi avevamo già due figlie all’epoca.  Avevo quasi 30 anni.

Perché l’Inghilterra? 

Abruzzo, terra natia di Fausto

Scegliemmo l’Inghilterra perché sia io che mia moglie parlavamo un po’ d’inglese ed io avevo fatto un anno di studi in West Sussex ai tempi dell’università. Scegliemmo Swindon a tavolino, con una cartina sotto gli occhi. Non ne sapevamo nemmeno dell’esistenza prima, ma ci sembrò subito una meta adatta, perché sembrava collocata strategicamente rispetto alle maggiori città del South West. Era vicina a tutto, ma i costi erano molto più contenuti rispetto a Bath, Bristol, Oxford e Londra.

Avevi già una famiglia quando ti sei tesferito?

Ero sposato e le mie figlie avevano rispettivamente 4 anni e 1 anno. Probabilmente se non avessimo avuto loro, mia moglie ed io non avremmo nemmeno pensato di emigrare. Ma non avevamo granché da lasciare, se non le nostre famiglie e amici, né prospettive di lavoro migliori nel futuro immediato, lì nella nostra regione

Sei partito all’avventura? 

Quando partii era un giorno nevoso di Gennaio, con mezza Europa ghiacciata e paralizzata dalla neve. Da solo in auto, alla volta di Swindon, questa città che era all’epoca solo un punto sulla mappa. In macchina avevo di tutto: scorte di cibo, cuscini e coperte. Nemmeno ero certo di cosa avrei trovato, né di cosa cercare esattamente. L’inizio era pieno di motivazione. Avevamo stabilito che appena avessi trovato un lavoretto, la mia famiglia mi avrebbe raggiunto.

…e che cosa hai trovato?

Fausto con la moglie

Prima tappa: una guest house super economica, con stanza autonoma ma bagno e cucina in comune con altri. Che esperienza! Era un anno in cui l’Inghilterra sembrava in recessione, ma fui fortunato nel trovare subito un lavoretto che mi permettesse di far arrivare le mie donne. Era ovviamente solo un inizio, non certo l’impiego sperato, ma più di quello che avrei trovato in Italia.

È stato difficile all’inizio?

Le difficoltà burocratiche concernevano per lo più il prendere una casa in affitto senza possedere un conto in banca, o -viceversa- aprire un conto in banca senza un affitto che mi permettesse di avere un domicilio. Senza storia bancaria fu complesso trovare un proprietario che accettasse di lasciarci affittare la sua proprietà, ma fummo fortunati nel trovare una casa in una zona molto per bene della città. La mia famiglia arrivò prima del previsto.

Poi come è andata?

In dieci anni sono cresciuto molto professionalmente e abbiamo comprato casa, anche la nostra famiglia è cresciuta ed ora siamo a nostro agio nella nostra città di adozione.

La lingua inglese è stato mai uno scoglio?

L’inglese non è stato mai un gran problema, anche se il mio accento era ed è tutt’ora super identificativo.

Ti piace vivere in Inghilterra?

Del vivere in Inghilterra mi piace la possibilità di vivere in un posto davvero multietnico e il fatto di avere lunghi weekends con la mia famiglia, senza troppe distrazioni. Il clima è amichevole e ci sono delle zone verdissime un po’ ovunque. Inoltre credo che vivere in UK offra tante possibilità nel lavoro mio e nella crescita dei nostri figli.

Ti senti parte della comunità? 

Abbiamo cercato di non restringerci solo in una comunità di Italiani, così da evitare “l’effetto ghetto”. Abbiamo sviluppato relazioni locali o con altri stranieri per integrarci. I nostri vicini sono gentili ma formali e la prendiamo com’è. Di certo le relazioni più solide, le amicizie storiche, quelle restano in Italia.

Vorresti rientrare in italia?

Si’, l’idea di rientrare in Italia l’accarezzo spesso, perché sono un sentimentale, nostalgico e mi mancano il verde e il blu dell’ Abruzzo

Hai dei rimpianti?

Non ho rimpianti. Ho fatto ciò che dovevo e siamo stati molto fortunati.

Consigli per chi si deve trasferire in Inghilterra? 

Adesso sono un po’ disorientato dall’incognita Brexit, non so che impatto avrà sulla nostra vita di Europei all’estero, o sull’ economia e il lavoro in Gran Bretagna. Questo rende complesso dare consigli al momento. In generale vale il consiglio di partire con una mente aperta, e con atteggiamento positivo.

E per chi si deve trasferire con figli?

Benché sia una notevole responsabilità, trasferirsi coi figli ha il vantaggio di tenerti focalizzato sull’obiettivo e ti distrae della nostalgia di casa, quando si fa troppo intensa…..

GRAZIE MILLE Fausto PER AVER CONDIVISO LA TUA ESPERIENZA QUA SU TALKS WITH D.!

Fausto
Swindon, Wiltshire, UK
Settembre 2019
Foto @Fausto

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